Figlio
di Alberico, principe e senatore di tutti i romani, succedette nel 954 al
potere temporale del padre, che aveva fatto giurare ai Romani che
avrebbero eletto Ottaviano papa una volta deceduto Agapito II. La vita di
Giovanni XII era notoriamente immorale ed il suo pontificato un disonore.
Si alleò con il re di Germania, Ottone I, contro il re d'Italia
Berengario II e nel 962 lo incoronò imperatore a Roma. Poco dopo
l'imperatore emanò il celebre Privilegium Ottonianum, con il quale
assicurava la protezione della Chiesa, ma riservava a sé il diritto di
intervenire nell'elezione del papa. Non gradendo l'interferenza
dell'imperatore negli affari papali, Giovanni XII si alleò coi suoi
rivali e trattò con Berengario II contro Ottone I. I fedelissimi
dell'imperatore informarono Ottone I, il quale scese in Italia: prima
sconfisse Berengario e poi si diresse verso Roma. Alla presenza di Ottone
I un sinodo depose Giovanni XII ed elesse un nuovo papa (Leone VIII).
Giovanni fu, poi, ripristinato da insorti romani poco prima che venisse
assassinato misteriosamente. Studiosi differiscono sulla legittimità del
regno di Leone VIII, così come fanno sul breve pontificato di Benedetto
V, eletto alla morte di Giovanni XII ma subito deposto da Ottone I sempre
in favore di Leone VIII. Leone VIII morì nel 965.