Papa Gregorio VII

Gregorio VIIPapa Gregorio VII (1073–85) era italiano, nato in un piccolo villaggio della provincia di Grosseto nel 1085, si chiamava Ildebrando; successore di Alessandro II. Il suo giorno di Festa è il 25 maggio. Gregorio VII era cappellano di Gregorio VI e fu lui ad accompagnarlo in esilio a Colonia nel 1046. Ritornò a Roma con Leone IX (Bruno di Toul) e divenne amministratore del Patrimonio di Pietro (Stati Papali). Ildebrando divenne rapidamente un'importante figura nel circolo delle riforme.

Recuperò molte proprietà ecclesiastiche tenute dai nobili italiani e risanò le finanze papali. Ildebrando fu strumentale nell'elezione di Papa Nicolò II (1058) e di Alessandro II (1061). Come Papa, Gregorio VII (da 1073) convocò sinodi di riforme e delibere che ripresero le decisioni dei sinodi precedenti circa il celibato del clero e le investiture vescovili. Gregorio nominò legati che viaggiarono in tutta Europa a rafforzare le nuove leggi. Loro si incontrarono quasi dappertutto con opposizione e la violenza. 

Gregorio vide l'origine di tutto il male che affliggeva la chiesa nella pratica delle investiture laiche, da cui le diocesi divennero virtualmente la proprietà di poteri secolari che li usarono al loro proprio vantaggio. Nel 1078 condannò tale investiture e chiunque le praticasse. Gregorio VII lottò contro le case reali di Europa che opposero alla delibera e dominò gli anni rimanenti del suo pontificato. In Germania, Enrico IV si alleò con i nobili contro la riforma, ed in una disputa con Gregorio VII fu scomunicato (1076). La scomunica costò a Enrico IV molta della sua popolarità, e nel 1077 si umiliò di fronte al papa a Canossa. 

Gregorio VII rimase neutrale nella guerra civile che fece seguito in Germania ma, quando divenne chiaro che Enrico IV non avrebbe cooperato con le forze che lavoravano per la pace nell'impero, Gregorio VII depose Enrico IV. Enrico rispose preparando un antipapa imperiale, Guiberto di Ravenna (Clemente III). Quando la guerra civile finì a favore di Enrico IV, lui marciò (1081) in Italia. Gregorio VII condusse la difesa di Roma, ma quando Enrico IV ritornò una seconda volta (1083) i romani, ingannati dalla generosità di Enrico, tradirono Gregorio VII. Lui si fortificò a Castel Sant'Angelo fino a che fu liberato dal suo alleato normanno, Roberto il Guiscardo. Roberto entrò in Roma con 36,000 uomini al seguito e costrinse l'imperatore alla ritirata, ma un gruppo di cittadini in rivolta guidò un violento saccheggio della città durato tre giorni (maggio 1084), al termine del quale Roberto scortò il papa fino al Vaticano. 

Con l'antipapa ed Enrico ancora in Italia, Gregorio decise di raggiungere il Normanno nei suoi possedimenti del sud. Lui morì un anno più tardi a Salerno. Il suo successore fu Vittore III. Il contributo di Gregorio VII alla chiesa è stato molto importante. La sua riforma fu una svolta nella storia della chiesa. La sua lotta contro le sovranità dell'Europa è stata, a volte, criticata come un'offerta per il potere immoderato, ma generalmente i suoi sforzi sono riconosciuti come una difesa caparbia e nobile della libertà della chiesa contro la dominazione da poteri secolari. La causa non fu vinta da Gregorio VII, ma lui chiaramente aveva sollevato il problema. Dopo l'esempio del suo pontificato il livello morale della chiesa subì una notevole accelerazione, ed i suoi successori portarono la lotta di investitura alla vittoria al Concordato di Vermi (1122). Durante tutte le sue lotte Gregorio VII tenne un occhio attento agli sviluppi della chiesa in Norvegia, Danimarca e nelle nuoove nazioni slave, ed i problemi coi saraceni nell'Est condussero Gregorio VII a concepire il primo piano per una Crociata contro i turchi.

 


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